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venerdì, 26 ottobre 2007

Pescara, Porto Turistico, 4-5 Luglio ’97

Adidas Streetball...perchè la vita è 'na palla!

 

Sono anni che a Pescara non arriva un evento del genere, pubblicizzato a bomba su tutte le tv e le radio, possiamo mai mancare noi???

 

Si comincia di mattina presto, primi giri per gli stand e i campi. Ci sono parecchi nostri amici, tra cui Marco, Antonio Cammellone, Roberto Fesè e Luca frù frù che si sono iscritti ai tornei di calcio e basket 3vs3, io e lo Smilzo preferiamo girovagare tenendo tutto sotto controllo…

 

La maggior parte del tempo la passiamo sotto il palco centrale, durante il giorno ci sono le tramissioni in diretta di Radio DeeJay, con Marco Baldini e Paoletta, che coinvolgono mooolto il pubblico. E naturalmente, per la diretta del mattino, io, il mio fido compagno di merende e altri selvaggi vari aggregatisi per la via siamo già piazzati in prima fila… Che lo show abbia inizio…

 

Ci sono 4 belle tipine, promoter dell’adidas, che fanno stacchetti tipo veline nei tempi morti e durante le trasmissioni lanciano gadget da dietro le transenne… Noi ovviamente, da bravi ed esperti polipi, le placchiamo e, stringedoci e palpando a più non posso, ci facciamo scattare una bella foto dall’amico dei colli Daniele C., incontrato casualmente su questi lidi…

La giornata fila via tranquilla, la birra ghiacciata è un toccasana per il gran caldo. Il tutto culmina con un gran concerto dei 99 Posse alla fine del quale ripieghiamo tutti verso casa.

L'indomani mattina arriviamo non tanto presto, ma in tempo per esserci... 

Marco Baldini è un gran mattatore, e coi suoi giochi di parole e doppi sensi tiene il pubblico bello caldo, quando si accorge poi che in prima fila ha una coppia nata per le gag spinte, non a caso per scuola ci chiamavano Gigi e Andrea, è la fine… Si lancia in un gioco dividendi tipo il pubblico in tre fasce, ognuna incaricata di gridare una parola al suo comando, che andrà a comporre una frase per chiamare l’arrivo sul palco della sua bionda collega…

Alla prima fascia fa urlare: “Paoletta…”

Alla seconda: “…Bella…”

Alla terza, dove siamo assiepati tutti noi, avrebbe chiesto di gridare: “Gnocchetta”, ma si sa, con certa gente è difficile andare tranquilli su determinati argomenti…

E infatti si leva un coro dal nostro gruppo, un misto tra “Troiona” e “Topona”, sentito in diretta nazionale, dopo il quale scatta l’applauso di tutti i presenti, con Baldini che si inginocchia sul palco piegato in due dal ridere e che poi si avvicina a noi per stringerci la mano, dicendoci che siamo dei miti, mentre la sua compagna di lavoro si avvicina a lui e gli dà un bel paio di calcioni nel didietro…

 

Il pranzo viene consumato in maniera frugale, con birra, panini e dolci acquistati da un discount poco lontano, e il pomeriggio lo passiamo in giro qua e là tra i vari campi, a vedere partite di amici, e i punti di ritrovo pieni di belle promoter e roba da arraffare. Passando dietro il palco, noto una nana bionda con due pere esagerate dentro un bikini azzurro, io e lo Smilzo ci avviciniamo. E’ proprio Paoletta di radio DeeJay, che se ne stà su una sedia, dietro le transenne, a prendere il sole. Ci avviciniamo quatti quatti, ma già il vigilantes ci sgama e si avvicina minaccioso… Il buon Daniele, con la sua diplomazia, gli chiede se possiamo avvicinarci giusto per una foto, a quel punto lei si abbassa gli occhiali da sole, ci squadra, si alza e inizia ad avvicinarsi… “Voi siete quei bastardi di stamattina!!!”… Attimi di silenzio… Poi si accosta alla transenna e dice a Daniele: “Dai, scatta!” Io e lo Smilzo non ce lo facciamo dire due volte, ci appropinquiamo uno a destra e uno alla sua sinistra, e tac, bellissima foto, con quelle due poppe azzurre che spuntano appena al disopra della transenna…

 

Marco dice che su uno dei campi da basket stà per iniziare l’ultima parita del girone di una squadra di nostri altri compagni di scuola, decisiva per la qualificazione alle finali di domani, ma che quei pivelli sono dovuti andare via perché se facevano tardi per cena mammina li sculacciava… Ci guardiamo tutti in faccia, ci vogliono tre persone più uno di riserva per giocare… Io, Fesè, Marco e lo Smilzo appunto… Siamo maestri nella sedizione, quindi ci presentiamo al riconoscimento squadre spacciandoci per loro, ognuno dichiarando il nome e cognome del corrispondente assente… Iniziamo il riscaldamento facendo un po’ di passaggi e tiri tra noi, e poi comincia la partita! Di fronte ci troviamo quattro bamboccioni molto figli di papà tutti con divise originali NBA, ma noi un po’ giocando duro e un po’ col culo arriviamo al primo intervallo in vantaggio di una decina di punti, loro piuttosto malconci, ne’ io ne’ Fesè tiriamo mai indietro gomiti e ginocchia. Li vediamo che parlottano tra loro, ci indicano, poi vanno verso un arbitro, conferiscono con lui e lo portano minaccioso verso di noi… Questo se ne esce e fa: “Ragazzi, scusate, per registare la partita mi servono i vostri documenti…” E io: “Cazzo, ce li abbiamo nei borsoni, al deposito vicino al campo di calcetto!!!” E lui: ”Dovreste andarli a prendere…” Ok, andiamo, ci vediamo frà un po’… Col cacchio, prendetevi pure la partita vinta pivelli…

 

Inizia ad imbrunire, e dopo un panino con la porchetta ed una birra ad un chiosco appena fuori il porticciolo, ci avviciniamo al palco, tra un’oretta c’è il concerto dei Prozac+! Le promoter lanciano dal palco cappellini neri col logo di radio DeeJay, io salgo sulle spalle di Daniele, che è alto quanto me, e iniziamo ad arraffarne una quantità mortale, tanto che qualcuno, vicino a noi, ha la stessa idea, e sale sulle spalle di un amico per anticiparci sulla presa… Ma io sono più lesto, e ne abbiamo passati a Fesè, che è giu accanto a noi, già 8 o 9 Finchè stò tipo , sempre cavalcioni all’altro, fa per avvicinarsi a noi e cerca letteralmente di strapparmi di mano l’ambito berreto. Io, senza pensarci due volte, comincio a tirargli una serie di cazzottoni, sia di destro che di sinitro, in piena faccia, finchè lui perde l’equilibrio e rovina a terra da quasi due metri d’altezza… Io scendo al volo, gli arraffo il berreto e via, chiamo la ritirata per tutta la banda, meglio cambiare aria per un po’…

 

Poco dopo, girando sotto la luce della luna per le banchine e gli stand, vediamo il tipo di prima vicino l’ambulanza della CRI, con una busta di ghiaccio in faccia mentre racconta l’accaduto ad uno sbirro che scrive su un taccuino… Così, senza pensarci due volte, ci rinfiliamo lesti tra la folla sotto il palco, i Prozac cominciano a suonare, che sballo!!!

 

La notte la passiamo al bivacco sulle panchine di piazza Grue, che con tutta la birra che abbiamo in corpo sembrano persino comode, fa molto caldo, e l’alba è ormai vicina…

 

L’indomani è la giornata conclusiva, alle 18.00 finisce tutto, il clima è già più fiacco, noi siamo smorti e le attrazioni sono poche. Tiriamo fino all’ultimo, ma a ora di pranzo saltiamo in sella ai motorini e via verso casa, col nostro bottino di foto, gadgets e ricordi… Grandi raga, come sempre!!

 

The stereo plays: Prozac+ - Acido

postato da: Scimmiato alle ore 07:54 | link | commenti (3)
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domenica, 07 ottobre 2007

Diciott'anni...

Pescara, fine autunno ‘97

 

Oggi divento maggiorenne. Passo la giornata con Cristian (detto Peppino) e lo Smilz0 (detto Tonino). Pomeriggio mi portano all’agenzia ippica di via N.Fabrizi, a giocare ai cavallli. Non è certo da storia Bukowskyana, come andare all’ippodromo, ma vale la pena. Giochiamo, la fortuna ci assiste, racimoliamo tutti qualche lira extra, e io faccio il filo ad una cassiera molto carina, Renata, con la scusa che è lei a portarmi fortuna… Lei sembra starci, ma senza esporsi più di tanto, ha una fedina all’anulare sinistro…

 

All’uscita andiamo versa la vecchia ritmo di Peppino. Troviamo un tale, proprietaro di un nolo videogiochi li davanti, che dice che parcheggiando gli abbiamo toccato il paraurti della sua 33sportwagon, facendo danno. A noi non pare proprio. Il figlio di puttana però deve aver spostato la macchina attaccando i paraurti. Questo da di matto, chiama i vigili. Peppe parte in una cascetta tremenda, ma alla fine i vigili del cazzo danno ragione al tipo, solo perché sembra una persona più rispettabile di noi tre. Torniamo a Montesilvano, non una parola da nessuno dei tre in auto.

 

Andiamo a cena al Lecky Horn, c’è il buon Dalcino che lavora lì. Si magna e si beve alla mia salute, sono venuti pure Roberto Fesè, Marco Pedro, e Antonino “Tonio” detto anche il Biagio. Vino della casa a non finire, col buon Dalcino che come sparecchia gli altri tavoli porta sul nostro le bottiglie ancora piene e già pagate dai clienti andati via. Ironia della sorte, accanto a noi, c’è una cena del personale dell’agenzia ippica di via Fabrizi, dove abbiamo passato il pomeriggio. Peppino, già abbastanza brillo, chiede ad una delle cassiere dove sia la “mia” Renata, questa risponde che esce poco con loro, ha un ragazzo molto oppressivo… Fankul, gliela porto via quando voglio…

 

Il locale si svuota, come al solito restiamo solo noi a fare i porci… Dalcino, vecchio compare di curva nord, si può sedere un po’ con noi a farsi anche lui un paio di bicchieri, tutti avvolti in una nube di fumo bianco… Verso mezzanotte entra un gruppo di persone, tra di loro riconosco Maurizio Vandelli, già leader dell’Equipe 84. Deve venirci spesso qui, all’ingresso c’è una sua foto insieme ai titolari. Claudio, il gestore del locale, li mette a suo rischio e pericolo ad un tavolo nella nostra stessa sala. Haano fatto un concerto a Chieti Scalo, poi hanno fatto una puntatina qui da abituèè. Peppe, ormai completamente ebbro, mi farfuglia nell’orecchio masticando una salsiccia arrosto: ”Chi cazzo era quello?”

E io:”Maurizio Vandelli”

Lui si volta e grida: “Maurizio, sei un grande!”

E quello gli risponde ridendo:”Si, un metro e ottantasei!”

Mi avvicino barcollando e gli faccio autografare un pezzo di carta tutto sgualcito uscito da quella discarica che è la tasca dell’impermeabile dello Smilz0.

Lui scrive:”Con affetto al simpatico capellone, Maurizio Vandelli”, lo conservo ancora nella custodia di un cd di greatest hits dell’Equipe 84.

 

Decidiamo di andare a fare il solito giro mortale, via, tutti e sei stipati nella ritmo, e con lo Smilz0 e Fesè è davvero dura… Peppe apre lo sportello di guida e mi invita a salire… “Ora puoi, sei maggiorenne e con foglio rosa…” Ok. Mi lancio sulla Vestina, tiro tutte le marce, ritmo vibra ma tiene botta, all’altezza della colonnetta il contakm tocca i 140… Tonino grida:”Porco D.., al Bo&Luke!”

 

Il Bo&Luke è, anzi era perché poco tempo dopo lo spianarono, il dosso dell’ex passaggio a livello di viale Abruzzo, e venendo a velocità sostenuta dalla nazionale si faceva un bel salto perché la pendenza in direzione mare era parecchia… Wuooommm!!! Minchia ragazzi che volo, le farfalle nello stomaco, in sei poi, la ritmo atterra senza accusare alcun problema, siamo stati miracolati…

 

 

Il Tonio dice: ”Ed ora Godzilla!” C’è un albero che spunta da sotto il vecchio ponte sul saline, che di notte, visto dal mulino o da sotto l’argine, sembra il profilo di Godzilla che minaccia il ponte stesso… Scendiamo sul lungofiume, nella zona dove gli zingari tengono i cavalli, e risaliamo verso la draga. Peppe dice che lì c’è un ponticello di cemento a pelo dell’acqua che, se non è troppo alta, si può attraversare arrivando sull’argine di Città Sant’Angelo. Ci arriviamo. I fanali illuminano l’acqua, sarà 5-10 cm più su del ponticello. Qualcuno dice di andare, cazzo, coraggio, qualcuno no. Fesè apre lo sportello posteriore, rotola giù in ginocchio, collassa carne arrosto mista a vinazzo rosso. Si pulisce la bocca e risalta su, stipato al massimo con Marco steso sulle ginocchi sue, del Biagio e di Tonino. Vado. La ritmo ce la fa, non si ferma in mezzo all’acqua, risaliamo vicino alla fabbrica dell’Aurum. Iniziamo il giro per lasciare tutti a casa propria, la serata dei miei diciott’anni è andata…

 

The stereo plays: Duran Duran - Wild Boys

postato da: Scimmiato alle ore 09:22 | link | commenti (9)
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martedì, 25 settembre 2007

Fulminato...

Provincia di Pescara, 30 agosto '97

Ci siamo riusciti! Io, lo Smilzo, Roberto Fesè e Jhonny stiamo per partire per la nostra prima vacanza da soli!!! L'unica pecca è che siamo ancora minorenni, quindi macchina zero. La mia famiglia possiede una casa in montagna, nella provincia di Pescara, ad un'oretta scarsa di macchina da qui. Caricati i pochi bagagli sui due scooter (ntt x me e Smilzo, Typhoon per gli altri due), partiamo!

Il motorino su cui viaggiamo io e lo Smilzo è ridotto maluccio, è l'NTT su cui l'amico Piero C. si è stampato contro un tir parcheggiato, ma abbiamo con noi tutto il necessario per rimetterlo a nuovo. Infatti i primi due giorni li passiamo fuori al vecchio cortile dove giocavo coi cugini la domenica, a cambiare il radiatorino, cartare e verniciare di arancio shocking le carene, e montare il gruppo luci nuovo, visto che finora, ed anche per salire fin qui, illuminavamo le strade di notte con la freccia sinistra, risaputamente più intensa della dx.

Dopo due giornate di duro lavoro, una cena veloce a base di vino e insaccati, via giù  verso il paese, a caccia di pollastrelle locali! Scegliamo un posto strategico, dove ci sono i gabbioni di contenimento della montagna sul curvone all'ingresso del paese. Pochi metri più avanti c'è un gruppetto locale, ragazzi e molte ragazze, che fanno parecchio casino, e specialmente le ragazze, mostrano parecchio interesse per queste quattro facce nuove...

Ad un certo punto tra loro nasce una discussione, due tipe iniziano a discutere di brutto, una delle due l'avevo già adocchiata al mio arrivo. Arrivano alle mani, e dopo qualche sberla la tipa di cui sopra si allontana dal gruppetto e si avvicina a noi. A me...

"Ehi, mi porti a fare un giro?"...Secondo te? Lo Smilz0 mi molla le chiavi della nostra bestia arancione, preparata malossi mhr 70cc, e le faccio cenno di salire. Lei fa per salire davanti. Però mi dice di guidare io da dietro... Oh Cristo che cazzo di tipa... Ha l'aria abbastanza trucida. Alta quasi come me, fisico atletico, capelli neri a caschetto corti con riga in mezzo e rasatura sul collo, una fila di cerchietti sull'orecchio destro, 10 mi pare, labbra spettacolari e ombretto verde con contorni neri. Veste un maglietta a top strettissima nera e un pantalone della tuta dell'adidas, nero. Scarpe da aerobica nere. Dice di chiamarsi Ketty...

Mi fa arrivare ad un chilometro circa dai suoi e miei amici, c'è una panchina di marmo davanti ad un belvedere. Ci sediamo, io a cavallo della panchina, lei a gambe incrociate. Parliamo del più e del meno, mi fa un sacco di domande, dice di essere stata colpita dai miei lunghi e lisci capelli biondi e dalla mia aria rabbiosa. Io indosso una tuta felpata bianca dell'asics, con la zip della maglia quasi del tutto aperta, niente maglietta sotto, solo una catena con croce d'oro. Fumiamo insieme qualche luucky strike, anche se lei dice che sta smettendo. Dice di fare la barista, inizia il turno a mezzogiorno e stacca alle sei. Ha un paio d'anni più di me. E' bella da panico, e anche lei ha un atteggiamento che mi attira sempre più, è tosta la bimba... Ad un certo punto la prendo, la tiro a me e le butto in bocca tutta la lingua che ho, lei apprezza e ricambia. La stringo sempre più, è molto formosa davanti la ragazza... Saremo stati un'eternità così, ad un certo punto ci interrompe un clacson. E' un tipo tutto tirato su una honda shadow. Le chiede di avvicinarsi, lei lo manda a cagare e mi dice di lasciarlo stare. Il tipo insiste, fa per avvicinarsi, allora lei si alza e va a parlarci. Discutono, lui le afferra un braccio e la strattona. Io mi alzo, mi avvicino, lui mi grida di farmi i cazzi miei. Tiro fuori dalla mia tasca il mio fedele compare, 12 cm di lama lucente, e continuo ad avvicinarmi. Lei si divincola, viene verso di me e mi riporta verso la panchina, lui grida frasi del cazzo su come vorrebbe farmi questo o quello, io lo invito a scendere dalla moto. Arrivano Fesè e lo Smilzo sul Typhoon, lo Smilzo capisce la situazione, ci sarà capitata ormai chissà quante volte, butta una bestemmia delle sue e salta giù dal sellino al volo. Il motociclista della domenica accende e fila via. Torniamo tutti dove sono gli amici di lei e Jhonny, che ormai aveva attaccato bottone con i suoi amici, e passiamo un altra oretta a parlare del più e del meno. Lei mi rivela che è il suo ex, che se la fa con quella tipa con cui litigava ad inizio serata. Fesè prende informazioni sul tipo, spaccia. Scende a comprare robba a Pescara per vendere ai pischelli locali. Non lo temo...

Finisce la serata, è ora di rientrare al quartier generale. K mi molla il suo numero di casa e mi saluta alla grande, come in un film, dice che ci vedremo domani, salirà su a casa a trovarci dopo il lavoro, così io passo la nottata  a pensare a lei, al suo corpo, alle sue labbra, e a domani..

Il giorno dopo ricevo una telefonata sull'etacs dello Smilz0, devo scendere subito in città. E' arrivata una cartolina blu, speditami un mese prima ma mai arrivata a causa dell'ultimo cambio di residenza non dichiarato. Tra due giorni devo essere a Taranto, visita di leva, i famosi e temutissimi tre giorni.

Scendendo verso Montesilvano, per strada, mi fermo ad una cabina per chiamarla. Risponde il nonno, un tipo burbero, dice che lei è al lavoro. Arrivo a casa, poso i bagagli ed esco di nuovo per sbollire la rabbia. Che storia di merda! Entro a comprare un pacchetto di lucky strike al tabacchino in fondo a viale Europa, e prendo anche una scheda telefonica. Attraverso la strada e entro nelle cabine. Il sole sta tramontando, c'è una luce bellissima da qui. La chiamo, risponde lei. Le dico di non passare, che non ci siamo più, e le dico il perchè. Attimi di silenzio. Delusione, per entrambi. Mi dice di chiamarla quando voglio, e mi chiede quando tornero' a trovarla. Le dico che potrei passare al lavoro, ma dice che potrebbe solo salutarmi, senza fermarsi piu' di tanto, le farebbero storie, ha un capo di merda. Dice di voler passare un po' di tempo insieme. E che io no?

The stereo plays: The Rolling Stones - Anibody seen my baby (L'ascoltavo pesto sul divano in quei giorni)

postato da: Scimmiato alle ore 14:20 | link | commenti (6)
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venerdì, 21 settembre 2007

L'inizio...

Provincia di Pescara, fine del mese di maggio '96. Da poco passata la mezzanotte.

Dopo una cena regolare coi compagni di classe, in una qualche pizzeria di Montesilvano, si decide di proseguire la serata in spiaggia. Il caro amico Francesco ha uno jolly invicta pieno di rum e succhi di frutta, asportati dal bar di famiglia... Noi più grandi, io, lo Smilz0 (aka Tonino), Gimmetto e Francesco siamo già ripetenti, chi di prima, chi di seconda ragioneria. Altri decidono di seguirci, in spiaggia e forse nel baratro... Pischelli...

Sedici anni, noi piu' grandi, tutti con la sigaretta in bocca e con la bottiglia in mano. Io ho passato quasi 3 anni tappato in casa, uscendo solo per andare a scuola, per togliermi di dosso l'immagine di bravo ragazzo acquisita alle medie e qualche chilo di troppo. Ora peso poco piu' di cinquanta chili, i capelli biondi sono cresciuti fin oltre le spalle e la barba e spuntata per bene, da poterla lasciare incolta. L'amico FeClè giorni fa, passando in macchina sulla riviera, ha detto a Peppino di avermi visto camminare sulle acque mangiando una mela. Illusione ottica...

La notte va avanti, gli animi si scaldano. "Buttiamo a mare quel pattino laggiu' e saltiamoci sopra!" Peccato che a qualche metro dalla costa inizi ad affondare, il padrone gli ha tolto i tappi, fanculo, se lo tirasse fuori lui domani... Si è fatto molto tardi, è finita tutta la bibita, riavviamoci verso il centro. Non c'è piu' nessuno in giro. Sento molto caldo. Vedo a scatti, ragiono ad una velocità supersonica ma niente di cio' che penso riesce ad uscire dalla mia bocca, sopraffatto dal pensiero successivo... Cacchio ragazzi che sbronza...

 

The stereo plays: Smashin' Pumpkins - 1979 (Go find it!)

postato da: Scimmiato alle ore 14:58 | link | commenti (2)
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